APPUNTI SULLA SUD-OVEST

Dalle sue prime semplici ascensioni in montagna del 1932 all´etá di 20 anni, alla conquista della parete Sud-Ovest della Marmolada nel 1936, erano passati quattro anni precisi. Nonostante questo  breve tempo, Conforto aveva giá ben sperimentato il sesto grado delle Dolomiti come capocordata. Qualche “buon“ assaggio nelle Grandi Dolomiti devesi al CAI vicentino il quale usava organizzare ogni anno un campeggio estivo, per dar l´occasione ai rocciatori del suo gruppo di trascorrere le ferie praticando l´arrampicata in un ambiente stimolante e di indubbio interesse.

E proprio nel campeggio in Pian de Confin, o Plan da Confin [Alpe di Siusi], Soldá si rivolse al Conforto per proporgli di tentare l´apertura di  una nuova via sulla incontaminata parere Sud-Ovest della Marmolada di Penia. Fu un episodio dell´ultimo momento, dovuto alla rinuncia di Bertoldi, suo secondo eletto di cordata. Si scrisse che questi dovette rientrare per improrogabili motivi di lavoro subito dopo avere aperto con Soldá una nuova via sulla parete Nord del Sassolungo, un paio di giorni prima dell´attacco alla Marmolada.

Se altri fattori furono concomitanti, la scelta  del Bertoldi fu anche razionale, infatti si trattava di intrapprendere una nuova e piu' rischiosa impresa questa volta sulla Marmolada, senza averla preparata adeguatamente e constatando che le condizioni fisiche non erano ottimali per entrambi, dopo un fitto programma di scalate impegnative svolto nello stesso mese di agosto.

Vale la pena di sottolineare che questa parete godeva, giá da tempo, di una sua particolarmente infelice fama per i numerosi tentativi falliti di alpinisti italiani e stranieri, non proprio pivelli, e per le condizioni climatiche variabili ed estreme (ben note alle guide) ed anche per la sua massiccia e severa imponenza. All´epoca molti la ritenevano invincibile, e pura follia il tentarne la salita.

Solda stesso confermo' successivavente che l'impresa non fu proprio per niente preparata. Per comprendere  come Soldá non abbia tenuto in conto  questo fattore moltiplicatore di rischio, basta rifarsi allo ambiente in cui a quel tempo operavano le guide alpine (e gran parte dei rocciatori d´alto livello), e Soldá era guida alpina sin dal 1928, cioé dalla giovane etá di 21 anni !

Fare la guida era un mestiere  in cui era  gioco forza l'essere considerati fra i migliori, ed i piu nominati, per garantirsi la clientela. Esisteva fra le guide una corsa vitale alla apertura di grandi vie perché, se aperte, esse davano notorietá e prestigio. La concorrenza esercitata  dagli arrampicatori italiani e di lingua tedesca o francese, che scendevano nelle Dolomiti con uguali obiettivi, ma con scopi diversi, complicava la situazione. E la corsa non tardo´ a trasformatasi spesso in gara per giungere primi all´attacco, passando in secondo piano qualche semplice norma di prudenza. E si possono citare parecchi esempi.

Soldá giustifico´ la scelta di Conforto  nei seguenti termini lusinghieri: “Conoscevo da tempo il valore di questo mio compagno di cordata, conoscevo le sue doti di resistenza e sapevo che in caso di bisogno avrei potuto contare sulla sua abilitá anche su difficoltá estreme“ [da una lettera del Solda]. E ben bisogna dare atto al Soldá di avere centrato la scelta, perché la riuscita dell´impresa (ed il contributo determinante del Conforto c´é stato, eccome)  ha dato alla nostra guida una chiara fama internazionale, e duratura, e lo ha posto nell´olimpo degli scalatori in quel che fu il periodo d´oro dell´ alpinismo dolomitico (1929-1939). Egli elesse questa ascensione come la sua piú dura e difficile, anche rispetto alla Nord del Sassolungo (sia detto aperta il 25 agosto, con bivacco sulla cima, ed impiegando il giorno 26 nella discesa e nel trasferimento al campeggio di Pian del Confin per incontrare il Conforto. Il giorno 28, ricordiamolo, Soldá e Conforto erano sotto la parete Sud-Ovest della Marmolada, a saggiare la via per l´attacco del giorno dopo.

Se consideriamo tutta l´attivitá svolta dal Soldá nei mesi di luglio ed agosto, comprendendo ovviamente anche quella di guida, sembrerebbe molto umano ritenere che lo stesso non fosse nelle condizioni fisiche ideali per una nuova grossa impresa. Del resto basta leggere attentamente le sue relazioni della scalata, nelle quali comunica nettamente la tensione e lo sforzo psichico e fisico che lo pervade durante tutta l´ascensione....fino alla delirante lotta con gli ultimi camini ghiacciati [ A.Gogna in Sentieri Verticali – Zanichelli].

Non un tiro di corda sarebbe stato concesso al Conforto, per quanto questi lo proponesse almeno due volte, e probabilmente dopo i ripetuti “voletti“ di Solda oltre la grande cengia......Soldá tenne sempre il comando della cordata, con la scusa che non si potevano fare manovre di corda.....E´ fuor di dubbio che Conforto  lo chiedesse vedendo le difficoltá in cui Soldá si dibatteva ed  avendo ben capito come la situazione in parete diventasse via via piú delicata. E nessuno, conoscendo il Conforto, avrebbe potuto credere che egli volesse fare qualche tiro di corda come primo, magari per soddisfare ambizioni personali, ben fuori luogo  su una parete del genere. Conforto verosimilmente sapeva che il suo posto era di secondo per piú motivi: perché aveva aderito ad una proposta fatta da Soldá, perché in Soldá riconosceva la maggiore esperienza (dieci anni di arrampicate contro i suoi tre anni), perché il Soldá aveva una etá di cinque anni superiore alla sua, e semplicemente perché sapeva che Soldá, per sua natura e mestiere, concepiva per sé solo la funzione di capocordata. Ma purtroppo quando il chiodo cede il volo e' gia in corso e Conforto fece molto per arrivare alla vetta, si direbbe abbastanza per trovare una sicura conferma sullo stato delle proprie capacita e della sua maturita alpinistica, se quanto fino ad allora gia fatto non fosse stato bastante.

Sembrerebbe ragionevole il concludere che la conquista della parete Sud-Ovest della Marmolada sia stata  opera di due capicordata, che offrirono all´impresa simili capacitá e pari determinazione. I rischi in gioco ed i limiti temporali, propri di ogni azione condotta al limite delle capacitá umane, e le situazioni di fatto, non avrebbero potuto giustificare posizioni di cordata prestabilite e fisse. Dopo l´ascensione, e superata la piú che naturale euforia della vittoria, Conforto riconobbe al Soldá  di titolarsi come capocordata, sapendo bene come il mestiere di guida fosse duro, incerto ed anche rischioso. Nella sua innata generositá ed altruismo, gli bastava la sua propria intima soddisfazione per il contributo dato all´impresa.

Conforto conobbe allora, per la prima volta, la Marmolada, e la amo´. Ritorno´ almeno in due altre occasioni, la prima per aprire la via a lui intitolata sulla parete Sud d´Ombretta [la via che la Scuola austro-tedesca battezzo´ Conforto Riss o Conforto Verschneidung, e che costitui titolo di qualificazione dei loro piú forti alpinisti, come il Bertoldi ricorda] e per uno sfortunato tentativo sul Serauta del 1942, di cui si informa sotto la voce Ascensioni. Anche Soldá torno´ sulla Marmolada, da solo e per un solo giorno. Fu al rifugio Falier, per vedere dove Conforto e Bertoldi erano saliti.